
La sera del 14 settembre 2015 di turno al LIGO c’era Marco, un ricercatore italiano all’epoca post-doc presso l’Albert Einstein Institut del Max Planck Gesellschaft (AEI-MPG). Fu lui a inviare alla collaborazione un’email destinata a entrare nella storia: “Ciao, CWB ha appena archiviato un evento molto interessante nell’ultima ora: https://gracedb.ligo.org/events/view/G184098”.
Quell’evento, rivelato dalle antenne interferometriche LIGO e analizzato congiuntamente dalla collaborazione LIGO-Virgo, si sarebbe presto rivelato essere la prima osservazione diretta di un’onda gravitazionale, generata dalla fusione di due buchi neri. Una scoperta epocale che ha inaugurato una nuova era per l’astrofisica e confermato in modo straordinario una previsione chiave della teoria della relatività generale di Einstein. A dieci anni da quell’evento rivoluzionario, la comunità scientifica internazionale si è mobilitata per celebrarne l’anniversario. Il gruppo di Fisica della Gravitazione sperimentale di Napoli, tra i fondatori dell’esperimento di Virgo, ha voluto rendere omaggio a questo importante traguardo organizzando, in collaborazione con la Sezione INFN di Napoli, con il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e con i PONYS, due eventi svoltisi il 23 e 24 Settembre.
Il 23 settembre 2025, il Dipartimento di Fisica ha ospitato il seminario del prof. Michele Maggiore dell'Università di Ginevra, figura di spicco nel panorama della fisica teorica nel campo delle onde gravitazionali. Il seminario, rivolto ad un pubblico variegato composto da studenti, dottorandi e docenti, ha offerto un viaggio affascinante attraverso la storia della scoperta, ma soprattutto è stato l’occasione per evidenziare le importanti implicazioni scientifiche e le prospettive aperte da quella prima fondamentale rivelazione.
Il 24 settembre 2025, i membri del gruppo di Fisica della Gravitazione sperimentale hanno aperto le porte ai giovani, illustrando loro le attività di ricerca che si svolgono localmente nell’ambito della collaborazione internazionale LIGO-Virgo-KAGRA (LVK). Attraverso una presentazione e successiva visita ai laboratori, gli studenti hanno potuto scoprire come funziona un rivelatore di onde gravitazionali, toccare con mano quanto sia necessario l’apporto di più discipline della fisica (come la Relatività, l’Ottica, la Meccanica, l’Elettronica, la Statistica per l’analisi dei segnali) e contemporaneamente scoprire quali sfide affrontano i ricercatori e quale sia il contributo concreto del gruppo napoletano in questo campo di ricerca. L’appuntamento ha voluto mettere in luce il ruolo attivo che il Gruppo di Fisica della Gravitazione sperimentale e la Sezione INFN di Napoli svolgono all’interno della collaborazione internazionale LVK, che sta contribuendo in modo decisivo a riscrivere la nostra comprensione dell’Universo. Al tempo stesso, ha sottolineato quanto sia fondamentale il coinvolgimento diretto degli studenti nella ricerca scientifica: ogni contributo, anche piccolo, rappresenta un passo importante per tracciare nuove rotte e avventurarsi in territori ancora inesplorati. Le onde gravitazionali non sono solo una conferma sperimentale di una teoria formulata oltre un secolo fa. Esse, infatti, hanno aperto una nuova finestra sull’Universo, capace di rivelare fenomeni finora invisibili, come la fusione di stelle di neutroni o la formazione di buchi neri di massa intermedia (IMBH), in un intervallo di masse in cui si pensava non dovessero esistere, ed anche ottenere maggiori informazioni su oggetti già osservati con altre tecniche come, per esempio, lo stato della materia nelle stelle di neutroni.
Eventi come quello organizzato a Napoli, che è stato solo il primo di tanti eventi che seguiranno nel 2026, non solo celebrano un risultato scientifico straordinario, ma rinnovano anche l’impegno verso il futuro della ricerca e la formazione delle nuove generazioni di scienziati.














